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Il progetto Fiore Scarlatto nasce nel dicembre 2004. Due musicisti provenienti da esperienze diverse e con in comune l'amore per la canzone popolare romanesca. Daniela Brandi, pianista e cantante di estrazione classica, con esperienze anche in formazioni di musica etnica. Gianluca Fieni, chitarrista e cantante con attività prevalentemente in ambito pop-rock. Nel 2009 il violoncellista Stefano Di Leginio entra a far parte stabilmente del gruppo. Il trio ha all'attivo numerosi concerti in piazze, locali e luoghi di suggestiva bellezza ed importanza, come i giardini di Ostia Antica, le rive del lago di Bolsena, il borgo medievale di Civita di Bagnoregio o il teatro Belli, nel cuore di Trastevere, cornici che ben si addicono alla natura e la passione del repertorio che interpreta. Daniela Si è diplomata in Pianoforte principale, sotto la guida del M° Giovanni Salmeri, presso il Conservatorio Statale di Musica “ A. Casella” di L’Aquila. Ha frequentato seminari di perfezionamento pianistico e corsi sulla didattica musicale presso diverse istituzioni e associazioni ed insegna “educazione al suono” presso la scuola Elementare dell’istituto Giovanni Battista a Roma. Si è esibita sia come solista sia in formazioni cameristiche. Nel 2000 è stata ospite nella trasmissione televisa: Studenti (Rai 2). Ha inciso un cd pubblicato nel 2002 sulla rivista musicale Celtica. E’ autrice di pezzi per pianoforte, dedicati a piccoli pianisti, e di numerose canzoni in stile folkloristico, ideando un progetto di ricerca sulla canzone popolare romana con il chitarrista Gianluca Fieni: Fiore Scarlatto. Nel 2002 ha partecipato alla trasmissione televisiva Uno di noi (Rai 1). Nello stesso anno collabora con l’Ass.ne Melisma nel Museo Nazionale degli strumenti musicali a S.Croce in Gerusalemme. Nel 2004 ha partecipato a Gubbio al seminario sulla vocalità infantile con Bruna Liguori Valenti ed ad un seminario sulla postura con la docente Emanuela Garroni e la pedagoga Fiorella Cappelli. Nel 2004 a New Delhi e a Mumbay al teatro Jamshed Bhabha Theatre con la Traviata. Nel 2005 a Mosca e S. Pietroburgo con la corale Cantate Domino . Nel settembre 2005 ha interpretato al pianoforte tanghi argentini nella serata di solidarietà finalizzata alla raccolta di fondi per il completamento della scuola elementare Gatere, curata dalla ONG Labor Mundi Dal 2005 dirige il coro dell’ass. Sant’Aurea di Ostia www.santaurea.it Nel 2006 ha partecipato come pianista allo spettacolo “danze da bruciare” con la compagnia: idee di velluto. www.ideedivelluto.it Attualmente studia musicologia presso l’università Tor Vergata a Roma. Gianluca Ha cominciato lo studio della musica con il Maestro e amico Vincenzo Ricciuti, poi presso L' Università della Musica di Roma.Tecniche di registrazione e missaggio presso la Scuola Musica Oggi di Roma e canto con il Maestro e amico Xavier Rebot. Attività live dal 1997 con formazioni Rock e Pop romane. Nel 2001 partecipa come strumentista e arrangiatore allo spettacolo teatrale "Ti hanno portato via all'alba", regia di Francesco Giuffrè e musiche di Andrea Amendola in scena nei teatri Argot e Spazio Uno di Roma. Nello stesso anno lavora, sempre come chitarrista, per l'emittente televisiva regionale Tele Salute. Nella stagione 2005-2006 realizza e porta con successo, in numerose scuole medie di Roma lo spettacolo musicale L'incanto dei Cori Cantatori, con il duo Fiore Scarlatto, sulla canzone tradizionale romanesca. Nelle estati 2006 e 2007 partecipa come compositore e strumentista al monologo teatrale 'Lighea' tratto dal racconto G. Tomasi Di Lampedusa diretto e interpretato da Massimo Venturiello. Ad oggi suona stabilmente con due gruppi: i Louisiana Doctors, band romana che suona Blues in stile New Orleans, con cui ha partecipato a diversi Festival nazionali e il duo Fiore Scarlatto. Ha ideato insieme al musicista Andrea Amendola il progetto ' Fiabe appese a un filo ' ispirato alla tradizione dei cantastorie e basato sulle fiabe italiane raccolte da Italo Calvino. Stefano Si avvicina alla professione musicale all'inizio degli anni novanta attraveso lo studio del basso elettrico con Andrea Oggioni e la mlitanza in diverse formazioni tra cui I Mister Igor con i quali incide un album inedito. Ben presto i suoi interessi stilistici si orientano verso il jazz e di conseguenza comincia lo studio del contrabbasso che lo porterà a suonare in contesti dalla dimensione più acustica e di ricerca. Approda infine al violoncello, studiando dapprima con Antonella Basile ed Andrea Fossà per approfondire poi con il Maestro Rosario Mirigliano, docente di armonia e contrappunto. Con il violoncello si avvicina professionalmente all'area classica ed alla musica popolare italiana e britannica. Contestualmente comincia l'attività di arrangiatore e compositore. SCHEDA TECNICA IMPIANTO ( MIXER + CASSE ) EFFETTO VOCE ( REVERBERO ) CANALI NECESSARI : 3 XLR E 1 LINE 2 MICROFONI PER VOCE 1 MICROFONO PER LA FISARMONICA CHIACCHERE... ...qui di seguito un articolo uscito sul periodico QUADRANTE OVEST del 5 maggio 2005 FIORE SCARLATTO, MUSICA DI ROMA PERDUTA Gianluca Fieni, voce e chitarra, Daniela Brandi voce e fisarmonica, due giovani personaggi romani che non rincorrono la celebrità. Dopo varie esperienze dalla musica classica, al rock, dalle antiche e nuove melodie celtiche, alla ricerca di ballate del ‘deep south’ italiano, approdano ad una ricerca, testuale e di colore, seguendo un progetto che riscopre la musica della capitale dal 1300 ad oggi. Non solo musica, dunque, ma studio e ricerca delle nostre origini, sul pentagramma. E’ di grande sussidio il testo di Giuseppe Micheli, poeta dialettale, non minore, nato a fine ‘800, grande cultore della nostra musica popolare. Lo stesso Pier Paolo Pasolini fu mentore della musica localistica e, sulle sue tracce, il filosofo romano Gianni Borgna, ha voluto dare nuovo impulso a Roma capitale, non solo dell’arte e della religiosità, ma anche delle meno nobili, ma più vere, tradizioni della romanità musicale, dal centro alla periferia, dai colli al mare. Gustosa la musica universalmente conosciuta, simpatici gli intermezzi colloquiali, non privi di annotazioni storiche, con i quali Gianluca e Daniela porgono i loro ritornelli e stornelli e vecchie cantate; a ricordare mestieri scomparsi come il carrettiere a vino o la Roma sparita, quella papalina, quella dei rioni che hanno perduto la loro identità, tra un Mc Donald ed un ristorante cinese (tuttavia una sorta di arricchimento per chi sa discernere il sacro ed il profano). I saggi di Fiore Scarlatto senza la pretesa di essere esaustivi, propongono in modo divertente e quasi ‘tra’ il pubblico. Un modo di fare musica implicante e coinvolgente. Senza i complessi sfarzi di luci e colori, senza il supporto della tecnologia avanzata, quasi come una cantata all’infrascata... ...qui invece un bel passaggio che ci sembra contenere l'essenza della musica, la vita, i musicisti, le canzoni, le feste... QUANDO SAN GIOVANNI ERA ANCORA LA FESTA DELLE STREGHE Tratto dal libro Ultime voci della vecchia Roma di G.Micheli ...si è detto altrove che soltanto nel 1891 la festa di San Giovanni divenne la sagra della canzone romana. Ma ancora qualche anno prima non era che un'orgia notturna, le cui origini vanno ricercate in tempi lontanissimi... al riguardo scriveva nel 1884 il noto scrittore romano Gigi Palomba per l'editore Perino. Egli così raccontava: La notte di San Giovanni, tutta Roma si riversa sullo stradone, sulla piazza e in tutte le adiacenze più o meno solitarie, della basilca lateranense, dove quel santo patrono seguita sempre a starsene tranquillamente immerso nelle limpide acque dell'eterno suo battistero. Oltre le molte osterie di quel quartiere, quasi deserto in tutto il resto dell'anno, per la grande cicostanza se ne improvvisano altrettante e più mediante tendoni, baracche, pancacce luride, magari lenzolacci vecchi. Si dice che Goethe quella roba lì non solo l'abbia vista, ma che per di più l'abbia studiata assai; e ci credo. La luce chiassosa, svariata, si ottiene con tutti i mezzi possibili: dalla luna alla candela di sego; dalla lucerna (il lampioncino, il gas, il magnesio, il bengala), alla torcia a vento. E' un bagliore che acceca. Lo strepito poi e il fracasso sono addirittura assordanti. - Avanti! Si guardino! - Li mortacci tua e de chi te fà stà in cassetta! 'Ndove ho da annà, drento ar muro, pe fatte passà a te, brutto c......ne? - Ecco fiori, ecco fiori! - E chi lo vò l'ajetto? - Eccheve la spighetta!- A 'n sordo er garofoletto! A 'n sordo! - Cento a pavolo le lumache! De vigna, de vigna le lumachelle! - Chi se la pija la rosa cò lo specchietto? Cinque, cinque sordi! - Oh, commare Cencia, puro voi ce sète? - Eh! Ce sò magari, Nannarella mia, nun me vedi? - Mbè, 'ndove annamo? - Ar capannone. - No. E' mejo dar Frocetto, che ci ha un Marino da sei che... - No, no! Annamo dar Tartajone.... - Eh! Quanno avessimo d'annà là, è mejo ch'annamo dar Rospo, che semo tanto amichi... - Senti! Senti quanti soni! Che bellezza eh? - Che te pare! C'è er Chiavaretto cor mandolino, che lo fà parlà, e Brancalone cò la ghitara, che quanno vò sonà der gajardo, fà piagne 'nsimenta li sassi. - Dimoje se ce fanno er sartarello? Il popolo romano, col suo sentimento d'artista, non concepidce neppure l'idea di una festa senza mandolino, la chitarra, l'armonica, il flauto, la canzone, la povesia, la tammurella, er sartarello, il vino e la donna. A mezzanotte la folla è al completo.... |
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